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Questo venerdì si torna fra i giardini e i labirinti del Castello di San Pelagio per fare conoscenza con il cielo stellato. Stelle e pianeti ci aspettano per essere riconosciuti, chiamati per nome e per svelarci storie e curiosità. Giove e Saturno faranno bella mostra di sé e fra le tante stelle ammireremo anche la brillante Vega, della costellazione della Lira: che ci fa in cielo questo piccolo strumento musicale? Sarà solo una delle tante storie che racconteremo. Per chi vuole arrivere preparato, in questo articolo ci sono alcuni consigli per orientarsi!

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Visto che d’estate capita spesso di stare fuori all’aperto sotto il cielo stellato, meglio non farsi cogliere impreparati sull’argomento costellazioni&company. Ecco qualche consiglio.

Premetto che è sempre “riduttivo” cercare di rappresentare metà cielo in una singola immagine piatta, ma ci provo con questa che trovate di seguito: è il cielo che potete vedere in direzione sud, alle 22.30, a metà di questo mese di luglio. In ogni caso la mappa serve da riferimento, con piccole variazioni, anche nelle settimane successive: le stelle più brillanti che poi evidenzierò ci faranno compagnia per un po’!

(cliccate sulle immagini per ingrandirle)

Come dicevo la mappa concentra in sé quasi metà della volta celeste, quindi dovete considerare spazia dall’orizzonte allo zenit e che il campo di vista è di oltre 100°, quindi  per vedere nel cielo vero tutto quello che vedete qui, dovrete alzare e abbassare lo sguardo oltre che voltarlo a destra e a sinistra.

In ogni caso, in tutta questa abbondante porzione di cielo dobbiamo cominciare a cercare ciò che brilla di più:

Due di questi punti brillanti sono evidenziati in giallo. Perché? A differenza degli altri, non sono stelle: provate a confrontare la loro luce con quella delle stelle circostanti e noterete che non tremano, non scintillano. Brillano di luce fissa e questo è un indizio che ci permette di smascherarli. Sono pianeti. Se avessimo un telescopio, anche piccolo, li riconosceremmo subito.

Ora però dedichiamoci alle stelle: chiamiamo per nome le più brillanti.

 

Le due più basse sull’orizzonte, ciascuna in una regione di cielo adiacente a quella in cui osserviamo Giove e Saturno, sono Antares e Spica.

La prima è facilmente riconoscibile per il suo colore rossastro chiaramente distinguibile a occhio nudo. È il cuore dello Scorpione celeste.

Arancione è invece il colore distintivo della stella Arturo, molto luminosa a sud-ovest.

 

Per essere davvero sicuri di non sbagliare potete trovare Arturo sfruttando il Grande Carro (visibile se vi voltate ancora un po’ più a ovest): basta allungare il timone mantenendo la curvatura e intercettate proprio Arturo!

Alzando lo sguardo verso sud-est troviamo invece un famoso trio stellare: Vega, Deneb e Altair. Appartengono ciascuna a una costellazione diversa, ma il famoso Triangolo Estivo che formano è un trucco per riconoscerle tutte e tre con una sola occhiata.

Una volta individuate, è possibile riconoscere anche le altre stelle nelle adiacenze di ciascuna, identificando così le costellazioni della Lira, del Cigno e dell’Aquila.

Immaginando invece di unire con una linea Vega e Arturo, delimitiamo la regione di cielo in cui trovare altre due costellazioni, non proprio brillanti ma suggestive: Ercole e la Corona Boreale.

Naturalmente c’è molto altro da cercare e riconoscere, ma mi auguro che queste indicazioni possano essere d’aiuto per chi vuole iniziare a orientarsi. Potete creare queste mappe inserendo luogo e data grazie al software gratuito stellarium.

E se proprio avete bisogno di un aiuto “dal vivo” venite a trovarmi al Planetario di Padova o a qualcuno dei miei appuntamenti sotto le stelle!

La Luna, Saturno e Giove ci aspettano nel cielo del Castello di San Pelagio questo venerdì. Passeggiando al fresco fra giardini e labirinti conosceremo le costellazioni estive e le loro storie.
La costellazione del Cigno, ad esempio, è molto facile da riconoscere. Dove sta volando? Qual è la sua vera identità? E cosa nascondono le sue stelle? Lo scopriremo assieme guardandolo insieme a tutte le altre costellazioni.  

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Stelle, Luna, due pianeti brillanti, il passaggio occasionale di una meteora oppure il transito della Stazione Spaziale Internazionale: è tutto a nostra disposizione, non resta che uscire e alzare lo sguardo.
Se poi c’è l’occasione di farsi guidare alla scoperta del cielo, mentre si passeggia nel giardino di un castello, allora proprio non si può mancare.
Anche questa estate vi aspetto per numerosi appuntamenti in luoghi da scoprire con il fascino della notte. Dove? Quando? Trovate tutto QUI

In questo periodo il pianeta Giove domina il cielo notturno: lo si nota senza difficoltà alto e brillante a sud-est già quando comincia a scendere la sera. Giove però deve prepararsi a condividere la scena con un altro pianeta che ruberà non pochi sguardi: Saturno.
Il pianeta con gli anelli sarà grande protagonista del cielo estivo, ma si può cominciare a cercarlo fin d’ora, basso sull’orizzonte orientale. Sorge a est prima della mezzanotte.

7 maggio: Luna e Giove

Un aiuto per individuare entrambi? Possiamo chiederlo alla Luna: la notte del 7 maggio la osserviamo in compagnia di Giove, mentre il 13 maggio, se avremo la pazienza di aspettarla sorgere a est, la vedremo verso mezzanotte in coppia con Saturno. Il pianeta, visto a occhio nudo, appare come un punto brillante e dovremo utilizzare la fantasia per immaginare la sonda Cassini  (ne ho parlato a Radio3 Scienza)che gli sta orbitando attorno, preparandosi a concludere la propria missione ventennale tuffandosi negli strati gassosi di Saturno a settembre di quest’anno.

13 maggio: Luna e Saturno

 

…date uno sguardo alla Luna, dopo le 23.00. La vedrete affacciarsi a est, e farsi sempre più alta in cielo man mano che passa il tempo. La vedrete inseguita da un punto brillante, Giove, il pianeta gigante. Sarà una visione suggestiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cielo di questo periodo ci offre la possibilità di vedere Marte e Venere ma ancora non abbiamo capito dove guardare e come riconoscerli? Sappiamo che Venere è luminosissimo a ovest dopo il tramonto e che quel puntino arancione poco più su è Marte ma non ne siamo del tutto sicuri? Nessun timore, il 31 gennaio ci pensa la Luna a venire in nostro aiuto. Il mese di gennaio si conclude con un bel terzetto nel cielo occidentale: una suggestiva falce di Luna sarà in compagnia di Venere e Marte, 3 al prezzo di uno sguardo soltanto. Sapendo che basta cercare la Luna per vedere subito anche i due pianeti, non ci sono più scuse ed è impossibile sbagliare …sempre che non ci si mettano le nuvole a nascondere tutto.

Questa sera – 2 gennaio – dopo che il Sole sarà tramontato, tenete d’occhio la Luna.

Uno spicchio di Luna frapposto come una virgola fra il luminosissimo Venere e il rossastro Marte: è questo lo spettacolo da ammirare non appena si fa buio.

Ecco un breve video che ci trasporta direttamente su Venere. Guardatelo a tutto schermo.

 

 


Qualche tempo fa, gironzolando in una libreria di Venezia, mi sono imbattuta in un vecchissimo calendario appeso. “Cielo d’Italia” datato 1947 se ne è venuto a casa con me. Ora che sta per iniziare il 2017, a settant’anni distanza, ho voluto trascrivere alcune note relative al mese di gennaio lì  riportate:

Qualche ricorrenza

La prima notte del secolo scorso-1° gennaio, 1801-il cielo di Palermo svelò a un assiduo osservatore di stelle, il padre Giuseppe Piazzi valtellinese, un bianco oggetto che stella non era, perché da una notte all’altra cambiava posizione sulla sfera; e cometa non era, bensì un minuscolo pianeta che venne denominato Cerere. Prima scoperta di satelliti del Sole circolanti fra le orbite di Marte e Giove.

Qualche stella

Fortunato chi possiede un binocolo. Lo alzi verso Orione; la piccola fila di stelle al di sotto della cintura ha già qualcosa di nebuloso all’occhio, bellissimo al binocolo: con centro nella st. theta Orionis, è una “nebulosa diffusa” formata di polveri illuminate e atomi luminosi. Vista forse cinquecento anni luce, ed è tanto estesa che le sue sfumature sono accolte da insistenti pose fotografiche fin su tutta la plaga denominata Orione.

Le stesse stelle sono ancora lì, ma è bello sentirselo dire con parole un po’ retrò. Ecco un’immagine dello stesso cielo, forse un po’ meno suggestiva di quella riportata nel calendario, ma più comprensibile.

 

 

 

 

Cosa succede in cielo il 14 novembre? Succede che vedremo una bella Luna piena, splendente di tutta la sua luce riflessa.

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Cosa c’è di “super”? Personalmente ritengo il termine un po’ troppo altisonante: fa immaginare chissà cosa, tipo una Luna gigante che occupa metà del cielo. Il 14 di questo mese la nostra Luna ci apparirà un po’ più grande e più luminosa della maggior parte delle volte in cui la guardiamo e non perché abbia acquisito dei superpoteri, ma perché sarà un po’ più vicina a noi di quanto non lo sia di solito.

Se l’orbita della Luna fosse un bel cerchio perfetto, la vedremmo sempre alla stessa di stanza e non ci apparirebbe mai più grande o più piccola. L’orbita lunare è invece un po’ schiacciata e questo significa che esiste un punto in cui la distanza dalla Terra è minima (perigeo) e uno in cui questa distanza è massima (apogeo).

Quando la Luna si trova dalle parti del perigeo e sta contemporaneamente attraversando la fase di Luna piena, allora la si chiama Super Luna.

Super Luna = Fase di Luna piena + Minima distanza dalla Terra

Quanto luminosa e quanto più grande sarà? Ci apparirà il 30% più luminosa e il 14% più grande di quanto non sia quando si trova alla massima distanza.

Se il 14 vi capita di dare uno sguardo alla Luna, approfittatene per cercare poco più in là anche Aldebaran (la stella rossiccia che interpreta l’occhio iniettato di sangue della costellazione del Toro) e l’ammasso delle Pleiadi (un grappolino di stelle che magari già altre volte vi ha incuriosito): possiamo trovare entrambi nonostante la luce invadente della Super Luna, speriamo solo non ci siano nuvole!

 

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